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Le lenti progressive

Le lenti multifocali (o progressive) nascono dall'esigenza di compensare sia il difetto visivo a distanza sia il difetto visivo da vicino.

Quando ci avviciniamo ai 40 anni iniziamo a notare una perdita di nitidezza durante la lettura da vicino.
Ciò è dovuto alla presbiopia, una ridotta capacità di focalizzare gli oggetti vicino a noi. Il motivo di questa difficoltà risiede nelle alterazioni fisiologiche del cristallino, la lente interna dell’occhio che provvede ad adattare la focalizzazione.

Per compensare la presbiopia si utilizzano lenti sferiche positive che sostituiscono la componente accomodativa che non è più sostenuta dall’accomodazione dell’occhio. Se una persona già utilizza un occhiale per la visione a distanza, con la presbiopia deve iniziare ad usare una seconda correzione oftalmica per vedere nitidamente da vicino.

Ciò comporta un continuo cambio di occhiali, tra quello utilizzato a distanza e quello per lettura. Anche chi non utilizza occhiali per lontano dovrà togliere la correzione indossata per la lettura.

Per superare questo problema nel 1750 Benjamin Franklin inventò le lenti bifocali.

In queste lenti si notano distintamente le due porzioni per la visione da lontano e la visione da vicino: questo le rende esteticamente sgradevoli.
Nel 1922 uscì la prima lente progressiva regolarmente in commercio, ma solo nel 1972, con la Varilux II, la lente multifocale ottenne un successo commerciale.

Col passare degli anni vengono introdotti numerosi miglioramenti, grazie soprattutto alle nuove tecnologie di costruzione.
Oggi le lenti multifocali sono sempre più confortevoli in quanto è possibile creare lenti su misura per ogni individuo, adattandole anche in funzione dei propri stili di vita.

Le grandi innovazioni tecnologiche ed i miglioramenti ottenuti nella produzione richiedono tuttavia un'attenzione ancora maggiore da parte dell’ottico.
Capita ancora oggi di sentire persone che dicono di non tollerare gli occhiali progressivi.

Ma perché avviene questo?

1 – Cliente

Gli occhiali multifocali non possono essere considerati sempre una soluzione ottimale: persone con sindromi vertiginose, problemi di mobilità del collo, combinazioni di difetti visivi particolari rappresentano alcuni dei casi in cui si deve valutare se è il caso o meno di utilizzare un occhiale progressivo.

Così, anche per alcune attività lavorative molto specifiche, non è possibile usare il classico progressivo.

In tutti questi casi il multifocale deve essere preso in considerazione come uno strumento adatto solo per alcuni momenti nel corso della giornata.

La consulenza di un ottico esperto è fondamentale già in questa fase.

2 – Refrazione

Per realizzare un occhiale progressivo confortevole si deve partire dalla misurazione del difetto visivo che deve essere estremamente accurata. Non solo deve essere valutata la migliore condizione visiva a distanza e da vicino, ma occorre considerare l'equilibrio binoculare, ossia le forie, e la capacità accomodativa residua.

3 – Tipologia e Qualità

Nel panorama delle lenti progressive, in cui l’evoluzione tecnologica è continua, ci sono livelli qualitativi differenti e quindi troviamo sul mercato vari tipi di prodotto.

Lenti di vecchia concezione, costruite con macchinari datati, hanno costi molto ridotti ma la qualità visiva globale è inferiore rispetto alle lenti di nuova generazione.

4 – Montatura

Una volta per gli occhiali multifocali erano necessarie montature molto grandi.
Oggi invece è possibile produrre lenti per qualsiasi montatura, da quella enorme a quella molto stretta. Ovviamente alcune montature sono preferibili rispetto ad altre in quanto permettono di ridurre le aree di aberrazione laterale con conseguente miglioramento del comfort finale.

5 – Rilevazione dei parametri

Per le lenti multifocali l’ottico deve rilevare molti più parametri oltre la distanza tra i centri pupillari. Inclinazione del frontale, distanza tra la lente e l’occhio, postura del cliente sia in condizioni statiche, da sedute o in piedi, che durante la deambulazione.

6 – Individualizzare

Capire le abitudini di vita e lavorative della persona permette all’ottico di indicare il modello più adatto tra le numerose geometrie presenti sul mercato.

7 – Montaggio

Le lenti vengono sagomate rispettando tutti i parametri rilevati dall’ottico e successivamente inserite sulla montatura. Risulta ovvio che un minimo errore in questa fase può rendere l’occhiale non più adatto al cliente.

8 – Controllo finale

Durante la fase di montaggio l’occhiale può subire minime alterazioni che sono facilmente regolabili dall’ottico. Spesso si osservano utilizzatori scontenti del proprio occhiale semplicemente perché non correttamente regolato sul proprio viso. Questo controllo finale non dovrebbe essere saltato.

9 – Educazione all’uso dei multifocali

Il multifocale non è un occhiale semplice e soprattutto chi lo indossa per la prima volta ha necessità di essere informato sulle corrette modalità di utilizzo.

La consulenza dell’ottico è fondamentale per conoscere le corrette procedure per adattarsi il rapidamente a questo nuovo modo di vedere.

10 – Controlli nel tempo

Gli occhiali possono subire colpi che ne possono determinare una modificazione dell’assetto. Soprattutto per il multifocale è opportuno effettuare verifiche periodiche per controllare che l’occhiale rimanga correttamente posizionato.

Per concludere bisogna anche ricordare che esiste una minima percentuale di soggetti che comunque non riesce a tollerare gli occhiali progressivi. La ricerca sta cercando di individuarne le cause per sviluppare nuove lenti adatte anche a queste persone.

Fonte "Dott. Marco Orlandi", psicologo, optometrista.

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